La Capanna dei Ricordi
( alla mia Cara Mamma)

Nel cortile di casa mia, c’è una vecchia tettoia.
Sotto quella vecchia tettoia, ho trascorso parte della mia adolescenza, ho giocato, pianto e sorriso, sono cresciuto,…. cresciuto all’ombra di quelle lamiere contorte e rugginose.
E ancora, è sotto quella vecchia e logora tettoia, sostenuta da quattro pali di legno traballanti, segnati dagli anni, pieni di chiodi, di ferite e di memorie, che ho iniziato il mio percorso di artista e dove testardamente continuo a lavorare protetto da una solida evidente instabilità.
Tutti i giorni dell’anno. Ogni giorno.
Non mi allontanano da Lei le stagioni.
Non mi aggredisce l’afa e il caldo dell’estate, non mi disturba il vento d’autunno e la primavera non mi intorpidisce; d’inverno una maglia in più, magari un paio di guanti e via sotto la sua ala protettrice.
Un’opera segue l’altra, … un pensiero, ……una scultura prende vita,… un ricordo,…..una sedia vuota, ….uno sguardo che manca, ..... avanti, tutto fa parte della vita.
Poi una voce.
E’ la mia Mamma.
Si affaccia dalla scala che sovrasta la tettoia, si sporge, mi guarda pensierosa, scuote la testa e poi la solita frase di sempre:
- “ Vieni in casa, se resti lì ti ammali, …….fa freddo!”.
Fa freddo, …..Si.
Fa freddo Cara Mamma, ma il vero freddo, il gelo, quello vero, insistente, ostinato, entrerà dentro di me, quando Tu non ci sarai più.
Solo allora avrò veramente freddo.

Marco ( Ascanio )